ARTROSI DEL GOMITO

Vi sono molte patologie che riducono tale articolarità del gomito fino a farla scomparire con gradi variabili:

• lieve – moderato – severo – grave – blocco articolare

ANATOMIA

L’aticolazione del gomito è composta di ben tre elementi anatomici, tutti uniti da una propria articolazione:

• omero • ulna • radio

I movimenti del gomito sono fondamentalmente di due tipi:

1- Flessione – Estensione: flessione del gomito fino a 145° e all’estensione fino a 0°.

2- Pronazione – Supinazione: pronazione è quello che consente di ruotare il palmo della mano in modo da mostrarne il dorso mentre quello di supinazione, al contrario, mostra il palmo della mano.

Il ROM varia da 90° (pronazione) a 90° (supinazione).

Nella la vita quotidiana, tuttavia, può essere sufficiente un ROM che va dai 130° in flessione ai 30° in estensione e di 50°-50° in prono-supinazione.

L’artrosi del gomito, a differenza di quella della spalla, non è molto diffusa.

CAUSE

Possono essere suddivise in:

• Primarie o degenerative della cartilagine articolare

• Secondarie o artrite reumatoide o artrite psoriasica o post-traumatica o pos-lussazione

SINTOMATOLOGIA

In una fase iniziale è presente solo un lieve dolore che si accentua con i movimenti e aumehta soprattutto nella massima flessione o estensione. Con il tempo il dolore aumenta considerevolmente e si aggiunge anche un certa rigidità fino ad una forte diminuzione del ROM ovvero il movimento totale.

Una delle caratteristiche più evidenti di una patologica rigidità del gomito è la difficoltà funzionale. Il paziente si rivolge al medico per lo più a causa di alcune difficoltà che riscontra nella vita quotidiana come: aprire la porta, vestirsi, mangiare, ecc.. Queste difficoltà sono dovute proprio alla riduzione nella flesso-estensione del gomito e alla riduzione della rotazione dell’avambraccio. Particolarmente interessante costatare che il dolore è per lo più assente e quando presente è importante valutarne le caratteristiche.

DIAGNOSI

La storia anamnestica completa deve essere quanto più meticolosa possibile e dovrebbe includere l’inizio, la durata, il carattere e la progressione dei sintomi. E’ essenziale ricercare eventuali traumi pregressi con relativa diagnosi formulata; patologie concomitanti. Si passa quindi all’esame obiettivo e le indagini strumentali che sono:

• Radiologia Standard • Tomografia Computerizzata (con ricostruzione 3D) • Risonanza Magnetica

Questi esami diagnostici sono in grado di fornire informazioni riguardo allo stato articolare, eventuale presenza di complicazioni dei tessuti intra ed extrarticolari, presenza di mezzi di sintesi e/o protesici.

TERAPIA

Il trattamento dipende molto dallo stadio dell’artrosi. In una fase iniziale – la terapia può essere farmacologica (FANS-INTEGRATORI,Ecc.) In una fase intermedia – si può aggiungere al trattamento farmacologico la terapia infiltrativa articolare con ACIDO IALURONICO, COLLAGENE, ECC. Nella fase finale – quando il gomito è stremamente rigido e non consente alcun movimento è da prendere in considerazione il trattamento con impianto di una PROTESI DI GOMITO

Non tutte le rigidità richiedono il trattamento chirurgico ma solo quelle che sono incompatibili con una funzione tale da consentire una certa vivibilità al paziente. Questo significa che lo specialista deve saper valutare bene alcuni parametri che sono: dolore e funzione. Gradi di flesso-estensione e prono-supinazione accettabili sono, come si è già detto, quelle comprese rispettivamente tra i 30˚-130˚ gradi e 100 di rotazione. Finalità dell’atto terapeutico è di consentire il recupero funzionale ed eliminare il dolore. Il trattamento incruento può essere adottato in tutti quei casi ove sussiste una buona articolarità, assenza di ossificazioni eterotopiche e minima rigidità. L’uso di Tutore articolato, con criteri di utilizzo particolari e codificati, rappresenta un valido sistema associato a una Fisioterapia, non troppo aggressiva, eseguita con esercizi passivi e attivi estremamente calibrati.