LA BORSITE SUB-ACROMIALE

ANATOMIA

L’articolzione della spalla ha bisogno di potersi muovere con grande facilità e per farlo viene in aiuto l’anatomia mettendo a disposizione strumenti che consentono di migliorare l’attrito fra i tendini mediante delle vescicole (borse) che, riempite di ateriale viscoso e adattabile alla forma, consento di far scivolare i tendini l’uno sull’altro. Una di queste borse è quella che si trova sotto il tetto acromiale (una prominenza dell’osso della scapola)

CENNI DI EPIDEMIOLOGIA

La patologia si presenta con maggior frequenza in tutti quelli che utilizzano frequentemente e ripetutamente il braccio soprattutto quando lo si alza sopra la testa.

CAUSE a) Degenerativa/Infiammatoria b) Da modificazione del tetto acromiale c) Traumatica

SINTOMATOLOGIA

I sintomi collegati a tale patologia si possono riassumere in:

• Dolore in zona anteriore antero-laterale della spalla che aumenta quando si cerca di alzare il braccio

• Dolore notturno che può anche risvegliare dal sonno

• Limitazioni al range di movimento del braccio

• Sensazione di calore e/o gonfiore

• Sensazione di punzecchiatura nella parte superiore del braccio

• Percezione di crepitio durante il movimento del braccio

• Debolezza muscolare della spalla e del braccio

DIAGNOSI

In molti casi, una visita specialistica del Chirurgo della Spalla, può essere già sufficiente ad identificare la patologia. Infatti la clinica è molto efficace per formulare la diagnosi; oltre all’ispezione, palpazione e valutazione del ROM.

Le indagini strumentali :

• Radiografia (per riconoscere modificazioni strutturali delle componenti ossee della spalla)

• Ecografia

• Tomografia Computerizzata

• Risonanza Magnetica ( con o senza mezzo di contrasto intrarticolare)

TERAPIA

Gli step terapeutici si suddividono in tre fasi:

1° terapia farmacologica, 2° terapia infiltrativa, 3° terapia chirurgica

Terapia Farmacologica

L’uso di sostanze farmacologiche possono essere associate a coadiuvanti come succitato: ghiaccio, riposo, reggi braccio.

I farmaci più utilizzati sono:

• FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)

• Corticosteroidei

• Integratori (a base di tutti i principali costituenti del tendine)

• In quei casi dove la sola terapia farmacologica non dovesse dare i benefici previsti, allora si passa al secondo step terapeutico.

Terapia Infiltrativa

L’utilizzo di tale metodica non è accettata da tutti. Come già scritto, non c’è un solo posto preciso dove iniettare il farmaco ma ci sono diversi posti che possono essere oggetto di infiltrazione; non esiste una sola sostanza che viene iniettata ma diverse sostanze farmacologiche e non.

Una iniezione di steroide con anestetico locale (Metilprednisolone + Lidocaina oppure Triamcinolone + Lidocaina) può essere utilizzata sia per uso intrarticolare (nello spazio gleno-omerale) sia nella guaina peritendinea sia nello spazio subacromiale ottenendo, in questo modo, una buona risoluzione della sintomatologia nella stragrande maggioranza dei casi. Se, nonostante la terapia infiltrativa, non si producono i benefici previsti, allora si rende necessario l’ultimo step.

Terapia Chirurgica

In tutti quei casi dove il trattamento incruento (terapia farmacologica + infiltrativa) non ha procurato i benefici attesi può essere necessario il trattamento chirurgico.

Questo può essere effettuato:

• chirurgicamente a cielo aperto (taglio cute ) poco utilizzato

• per via artroscopica (più utilizzato)

LA BORSITE SOTTOSCAPOLARE

La funzione di una BORSA ANATOMICA, in genere, è quella di essere un’ottima interfaccia tra ossa, tendini e muscoli attigui a un articolazione. IL suo compito fondamentale è quello di ridurre l’attrito tra le parti anatomiche facilitando i movimenti articolari. Lo scorrimento della scapola sul piano toracico si realizza grazie a un coordinamento perfetto e sincronizzato di una serie di muscoli agevolati dalla borsa scapolo-toracica.

L’articolazione scapolo-toracica si può definire “virtuale” poiché non è una vera e propria articolazione ma solo un piano di scorrimento della scapola sul pavimento toracico composto dalle costole. Tale processo può realizzarsi grazie ad una “borsa sierosa” (in azzurro nella figura 3) che, interponendosi tra la scapola e la gabbia toracica, permette lo scivolamento e la rotazione della scapola affinché accompagni e concorra al movimento di elevazione del braccio.

CAUSE

La Borsite scapolo toracica è piuttosto rara. Con il termine “Borsite” s’intende un processo infiammatorio dell’elemento anatomico chiamato “Borsa Sierosa”. Questa è una sacca, un contenitore simile a un palloncino, molto viscida a contenuto liquido molto viscoso (liquido sinoviale).

Le cause possono essere:

• Un uso eccessivo e ripetitivo, con sovraccarico,della spalla.

• Un alterato coordinamento dei muscoli della spalla può essere responsabile di uno sfregamento anomalo della scapola

• Anche se molto raramente, può essere secondaria a fratture costali dell’arco posteriore

• Secondaria ad alterazioni del profilo scapolare (esostosi della scapola, ecc. )

• Altre cause eziopatogenetiche di una borsite scapola toracica possono essere, secondo alcuni autori, esiti di lussazione della spalla, un’artrite di spalla e perfino una lesione della cuffia dei rotatori.

SINTOMATOLOGIA

I sintomi possono manifestarsi in modo differente rispetto la causa iniziale che ha scatenato la borsite, ma in generale sono rappresentati da:

• Dolore sordo e costante in corrispondenza del margine mediale della scapola.

• Sensazione di schiocco oppure di un clic; è percepito dai pazienti durante i movimenti di elevazione del braccio.

• Alcuni soggetti riferiscono di “sentire” la propria scapola muoversi lungo le costole.

• Alcuni pazienti possono sentire uno ” scatto ” nella regione scapolare, come se avesse superato un rilievo e siffatta sensazione, è riferita simile a una lussazione.

DIAGNOSI

Una corretta diagnosi si può fare integrando, come sempre, l’esame anamnestico con i dati clinici e iconografici. L’esplorazione digitale consente al medico di valutare se la borsa è morbida o dura, permettendo di stabilire se è già avvenuta la trasformazione in tessuto fibroso della borsa.

Esami strumentali:

• RX standard e transcapolare della spalla

• TC della scapola • RM della scapola

TERAPIA

Un programma di trattamento di una borsite scapolo toracica, prevede sempre un primo approccio conservativo. Particolarmente quando si ritiene che il problema sia legato essenzialmente alla sola infiammazione della borsa. Il primo passo è, quindi, sempre una terapia medica per passare, poi, alla terapia chirurgica.

TERAPIA MEDICA – FANS – sia per dominare il dolore sia per alleviare il disagio avvertito nei movimenti. Iniezione di corticosteroidi nella borsa scapolo-toracica. Trattamento topico con ghiaccio e/o pomate e unguenti, possono essere di una certa utilità per ridurre il dolore e l’infiammazione. FKT ben pianificata; l’intento è di rafforzare i muscoli del cingolo scapolare e correggere i problemi di biomeccanica funzionale.

TERAPIA CHIRURGICA – Il trattamento chirurgico è consigliato solo dopo che la terapia farmacologica ha fallito, ed è riservata solo per quei pazienti in cui il dolore continua a compromettere la loro qualità di vita. Un riscontro di sollievo del dolore riferito dal paziente dopo un’iniezione nella borsa, anche se temporaneo, è un requisito essenziale per la rimozione chirurgica della borsa. Al contrario, se un paziente non riferisce sollievo dopo l’iniezione, non vi è certezza che la chirurgia sarà efficace. Il trattamento chirurgico è indicato di prima scelta solo quando è stata posta diagnosi di anomalia ossea della scapola e/o modificazione della borsa scapolo toracica e/o dei tessuti contigui.In caso di rimozione chirurgica della borsa scapolo-toracica, per borsite dolorosa cronica, la tecnica preferita è quell’artroscopica.”