PREMESSA

L’uomo è l’unico essere vertebrato che vive nella stazione eretta.

Questa sua distinzione dagli altri esseri viventi che camminano su quattro zampe, gli consente una grande possibilità di movimenti temporo-spaziali ed una vita relazionale non comune.

Per consentire all’uomo di mantenere la stazione eretta, la natura gli ha fornito un sistema osseo e cartilagineo di indubbia ingegnosità.

Conosciamo molto bene le VERTEBRE che costituiscono la COLONNA VERTEBRALE

  • La colonna vertebrale o rachide è suddivisa in regioni:

La colonna vertebrale o rachide si compone di vertebre del tratto:

  • CERVICALE (in rosso)
  • DORSALE (in viola)
  • LOMBARE (in verde)
  • SACRALE (in giallo)

Sono in totale 33-34 vertebre.

E’ molto importante sapere che tra una vertebra e l’altra esistono dei “cuscinetti” (una sorta di ammortizzatori) che si chiamano DISCHI INTERVERTEBRALI

DISCHI INTERVERTEBRALI

Nell’immagine a lato si può vedere (freccia rossa) il disco che è formato da uno strato interno acquoso ed elastico avvolto da uno strato esterno spesso e resistente che viene chiamato “fibroso”.

L’immagine in basso, ivece, mostra cosa succede quando il disco “ernia” cioè si sposta e va ad irritare il midollo spinale con “disturbo” dei tessuti e manifestazione del dolore.

UNA DISCOPATIA LOMBARE

CAUSE DELLA LOMBOSCIATALGIA

I motivi sono essenzialmente due:

  1. continue sollecitazioni vertebrali di tipo meccanico, assumo il ruolo di stress traumatico di piccola entità che col tempo determinano una lesione del disco intervertebrale che  spostasi  dalla sua sede originaria va ad irritare le strutture nervose che stanno lì vicino (fig. 2)
  2. invecchiamento ed usura di tutta la struttura vertebrale ma soprattutto a carico dei dischi  

Vi è una ragione precisa della dominanza del dolore nel tratto lombare rispetto agli altri (cervicale e dorsale), infatti questo tratto vertebrale sostiene il peso del corpo maggiormente ed interviene in tutti i movimenti di sollevamento e trasporto di pesi!!!!, al contrario del tratto dorsale che è per lo più immobile.

L’epoca di insorgenza del dolore di tipo discale è fondamentalmente intorno ai 30-35 anni in poi. In età più avanzata si associano anche degenerazioni artrosiche che procurano irrigidimento e curvatura della colonna per cui di solito si assiste al fenomeno – piuttosto simpatico direi – del calo della statura nelle persone più avanzate di età.  

DOLORE ACUTO

Rappresenta, il più delle volte,il sintomo iniziale di una patologia discale – ERNIA DEL DISCO -, altre volte tale causa scatenante viene oscurata da altre patologie come le contratture muscolari, piccole lacerazioni intorno al disco e così via che sviano l’attenzione del medico al vero problema della sofferenza discale. Esiste – quasi sempre – un movimento scatenante il dolore. Di solito il paziente cerca una postura (un atteggiamento del proprio corpo) tale che gli procuri sollievo.  

DOLORE CRONICO

In generale vi sono condizioni favorenti come l’obesità, la gravidanza e l’osteoporosi. Tuttavia queste stesse situazioni incidono anche nel dolore acuto. Molti sostengono che il dolore cronico succeda al dolore acuto perpetuandosi nel tempo; altri considerano che entrano in gioco fattori legati all’età e all’usura. AL fine di essere maggiormente esaustivo, vale ricordare tutte le forme secondarie a malattie specifiche come: malattie infettive malattie metaboliche (diabete mellito-gotta-ecc.) tumorali (primitive e/o secondarie)  

UN CONSIGLIO

Ai primi segnali di sofferenza – il classico “colpo della strega” – bisogna tempestivamente indagare sulla reale patologia che lo ha determinato e non fare la cura “fai da te” pensando ad un malessere passeggero. Infatti sono proprio questi i momento migliori per porre una corretta diagnosi al fine di curare ma, soprattutto, prevenire ulteriori complicazioni che col tempo non consentirebbero più al medico ortopedico di poter curare soltanto con le classiche prescrizioni di farmaci e fisioterapia.

TERAPIA

IL trattamento di questa invalidante patologia deve essere quanto più tempestivo possibile !!!!

Di solito il paziente aspetta che il disturbo o il dolore gli passi magari aiutandosi con tecniche “fai da te !!! ” … tutto ciò non può essere accettato dalla medicina ufficiale poiché bisogna agire subito con le terapie ch eoggi sono all’avanguardia e tantissime.

Gli step terapeutici sono:

  • terapia farmacologica
  • terapia infiltrativa
  • altre tecniche (radiofrequenza)
  • terapia chirurgica

Come si vede, il trattamento dipende molto dalla gravità della sofferenza e dal tempo che si soffre. 

Dr. Luigi Grosso

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